Con l’ordinanza n. 6943 del 15 marzo 2025 le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno rinviato a nuovo
ruolo la controversia sulla legittimità dell’utilizzo del tasso di interesse che utilizza come indice l’EURIBOR
nel periodo 2005-2008, anni in cui era già stata accertata dalla Commissione Europea la manipolazione del
medesimo indice ad opera del cartello formato da alcune banche.
Durante l’udienza di discussione del 18 febbraio u.s. avanti le SS.UU. – chiamate a pronunciarsi sulla
legittimità dell’utilizzo dell’EURIBOR – i difensori dei ricorrenti, che avevano impugnato la sentenza della
Corte d’appello di Cagliari che aveva dichiarato corretto il tasso di mutuo ancorato ad EURIBOR, hanno
rilevato che la stessa Corte d’Appello aveva rimesso analoga questione avanti la CGUE avente ad oggetto la
eventuale rilevanza della accertata manipolazione sui c.d. contratti a valle (ovvero stipulati dagli utenti
finali come i contratti di mutuo) nonché se gli effetti della manipolazione stessa riguardino solo il mercato
dei derivati finanziari o se invece siano estendibili a tutti gli altri tipi di rapporti giuridici che abbiano fatto
applicazione dell’EURIBOR negli anni considerati.
La Corte di Cassazione ha ritenuto opportuno attendere la decisione della Corte di Giustizia sul punto, ed ha
dunque disposto il rinvio a nuovo ruolo.
A seguito della predetta pronuncia lo staff di Difendimi precisa pertanto che occorre attendere la decisione
della Corte di Giustizia prima di procedere con azioni volte al recupero delle somme indebitamente pagate
a seguito dell’applicazione del tasso di interesse ancorato ad EURIBOR 2005/2008, onde ottenere definitiva
chiarezza sulla questione.